25/09/2026
E BASTA!!! In molti articoli e post pubblicati oggi c’è la fotografia esatta di una cattiva abitudine culturale che in Italia continuiamo ad alimentare ogni volta che un risultato non rispetta le aspettative: la polarizzazione estrema.
Se vinci sei un dio immortale, un'eccellenza assoluta. Se perdi una singola partita, improvvisamente diventa tutto da rifare, il movimento è fallito, il CT è da mettere alla gogna e il sistema è crollato. È una dinamica malata, figlia di chi valuta un percorso guardando unicamente il tabellone finale.
Lo sport non è questo!!!
Lo sport non è un'equazione lineare dove la vittoria è l'unica prova di valore e la sconfitta è la sentenza di un fallimento totale. Lo sport è processo, gestione del limite e accettazione della fragilità al massimo livello. È capire che la performance di oggi si costruisce sugli errori di ieri e che l'avversario ha il diritto di giocare bene. Perdere non significa "essere finiti"; significa solo che su dettagli precisi l'esecuzione è stata imperfetta.
Questa abitudine di passare dall'altare alla polvere in novanta minuti dimostra quanto poca cultura sportiva ci sia. Fefe De Giorgi ha creato un modello solido, non un castello di carte.
E per chi oggi si affretta a celebrare "il funerale del volley", basta allargare lo sguardo: i recenti Giochi del Mediterraneo ci hanno regalato due splendide medaglie con delle nazionali fatte di giovani, sia nel maschile che nel femminile. Ragazzi e ragazze strepitosi che dimostrano quanto il serbatoio sia pieno e quanto possiamo stare tranquilli per il futuro.
Gli errori si analizzano e si torna in palestra. Chi conosce lo sport veramente sa che la direzione è quella giusta e la testa si tiene alta.
Avanti, con testa e cuore focalizzati sulle prossime sfide.
🇮🇹❤️🇮🇹❤️🇮🇹❤️