07/09/2026
Torniamo dal ritiro con tante certezze e delle sensazioni difficili da spiegare.
Abbiamo vissuto lo spettacolo di quattro annate che, per una settimana, hanno vissuto in simbiosi. Quattro gruppi diversi, cresciuti insieme, che si sono ritrovati a condividere tutto: il campo, i pasti, le risate, la stanchezza, le discussioni e quei momenti che, alla fine, sono quelli che rimangono.
Uno spettacolo che ci ha restituito, ancora una volta, la certezza sulla solidità delle radici di Gorilla.
Perché sono ragazzi e ragazze che sono letteralmente cresciuti insieme a noi. Hanno attraversato la nostra scuola calcio tra campus, allenamenti, amichevoli, gli spalti del Ferrovieri e anche il Parco delle Betulle.
Hanno visto crescere Gorilla e, in qualche modo, sono cresciuti insieme a Gorilla.
Saranno loro a guidare Gorilla nelle categorie agonistiche della prossima stagione.
E chi meglio di loro può gioire quando Gorilla vince?
Perché Gorilla è la loro squadra. È la squadra che scelgono di rappresentare all'inizio di una nuova stagione.
E chi meglio di loro sa che, nella sconfitta, ci sarà sempre qualcuno o qualcuna pronto a ripetere di non mollare, perché non finisce tutto nei novanta minuti.
Abbiamo avuto la certezza che le relazioni costruite tra loro siano sane. Che sappiano stare insieme, ascoltarsi, prendersi in giro e anche criticarsi, sempre con quell'ironia che ci ha ricordato tanto chi Gorilla l'ha fatta nascere.
E poi, quasi a benedire questo essere Gorilla, venerdì sono arrivate la Terza Categoria, la Femminile e gli Over.
Sono arrivati e li hanno riconosciuti.
Come compagni e compagne di squadra.
Perché in fondo è questo che siamo: persone diverse, generazioni diverse, storie diverse, che scelgono di stare dalla stessa parte.
A Tarquinia c'era il qui e l'ora.
C'era il passato, quello che ci ha portato fin qui.
C'era il futuro, quello che adesso è nelle mani di questi ragazzi e queste ragazze.
E c'era la consapevolezza che, nonostante tutto quello che cambierà, continueremo a riconoscerci.
Perché le squadre cambiano.
Le categorie cambiano.
Le persone crescono.
Ma certe cose rimangono.
Le radici rimangono.
E allora sì, torniamo da Tarquinia con tante certezze.
La più grande è che Gorilla non è soltanto quello che succede in campo.
Gorilla è quello che costruiamo insieme, stagione dopo stagione, generazione dopo generazione.
È il passato che ci ha portato qui.
È il futuro che adesso ci aspetta.
È l'adesso che scegliamo di vivere insieme.
È l'adesso che diventa per sempre.
Buon vento, Gorilla!