12/10/2026
Memoria.
Ci vuole memoria per ricordarsi che ieri mattina erano passati 550 giorni dall'ultima vittoria socratiana. Quel giorno era martedì 8 Aprile, campionato amatori serie B girone 1, trasferta con il Canizzano, 0 a 1 estemporaneo e poi barricate.
Nel mezzo ne sono successe di ogni, ma una cosa non è più capitata: poter esultare alla fine della partita per i 3 punti.
Non siamo abituati a commentare le nostre vittorie, ma siamo pronti a prendere questa nuova abitudine.
Quello a cui invece siamo abituati è la sofferenza, condizione imprescindibile dell'essere socratiani: è ormai evidente che per sostenere questa banda di sognatori in calzettoni serve la visita medica agonistica perchè le nostre partite non sono di certo per deboli di cuore.
Passare in vantaggio, darla per vinta, farci rimontare, gettare il cuore oltre l'ostacolo e poi assist dalla trequarti, stop, portiere che esce alla disperata e pallonetto che si insacca.
Quello che è successo nei 30 secondi successivi al terzo gol ha poco a che fare con la sobrietà e molto a che fare con la giungla, abbracci, baci, schiaffi in testa e tutto il repertorio che rappresenta la gioia senza filtri. Supporters, squadra, allenatore, dirigenza a comporre un battito tra sistole e diastole di felicità e liberazione perchè si, finalmente Socrates ha vinto e ha mandato un messaggio inequivocabile: a Santa Bona non si viene in passeggiata, il nostro campo sa trasformarsi nella foresta di mangrovie di Rừng Sác e lo spirito del comandate Giap alberga nei cuori della nostra banda di sognatori in calzettoni.
A ripensare a questi 550 giorni senza vittorie, l'unico velo di tristezza è per chi ieri avrebbe gioito con noi ma che ci è stato portato via: ma siamo sicuro che dall'alto il nostro Savio abbia stappato una birra per festeggiare la vittoria della sua squadra.
Domenica prossima di nuovo in casa per una nuova sfida che non vediamo l'ora di vivere con il cuore in gola.
Fino all'ultimo tackle ribelle. Fino alla vittoria.
Avanti socratiani, l'orizzonte è rosso!