Mab Sport Management

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Mab Sport Management L'anello di congiunzione tra Management e Sport

28/10/2026

Quando lavori per anni nel calcio professionistico, puoi abituarti a un mondo in cui il telefono squilla continuamente. Poi, improvvisamente, tutto si ferma.

Marcello Sanfelice, Direttore Sportivo del CUS Cagliari, racconta uno dei periodi più difficili della sua carriera, arrivato dopo una lunga esperienza tra Cagliari e Bologna.

Alla scadenza del contratto con il Cagliari, decise di concedersi un anno sabbatico. Una pausa che immaginava temporanea, prima di tornare a lavorare in un ambiente nel quale aveva costruito esperienze e relazioni professionali.

La realtà si rivelò molto diversa dalle aspettative.

Il telefono smise di squillare, i contatti diminuirono e quella che doveva essere una pausa si trasformò in un periodo di forte difficoltà personale e professionale.

Sanfelice racconta lo shock di ritrovarsi improvvisamente fuori da un sistema che, fino a poco tempo prima, rappresentava la sua quotidianità.

Anche quando arrivò il desiderio di rimettersi in gioco, scoprì quanto fosse complicato rientrare nel calcio professionistico, pur avendo alle spalle anni di esperienza e una rete di conoscenze consolidate.

Una testimonianza che porta l'attenzione su un aspetto spesso poco raccontato delle carriere sportive e dirigenziali, quello che accade quando termina un incarico e bisogna ricostruire il proprio percorso.

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27/10/2026

Dietro ogni squadra professionistica esiste un lavoro quotidiano che il pubblico raramente vede. Organizzazione, comunicazione, gestione delle persone e decisioni che devono funzionare prima ancora di scendere in campo.

Il prossimo ospite di Sport Management Tips è Marcello Sanfelice, dirigente sportivo con un percorso professionale costruito tra Cagliari Calcio, Bologna FC e CUS Cagliari.

Dopo aver lavorato nell'ufficio stampa del Cagliari, ha ricoperto il ruolo di Team Manager prima al Bologna e successivamente nella prima squadra rossoblù, vivendo da vicino le dinamiche organizzative del calcio di Serie A.

Con lui parleremo di cosa significhi realmente lavorare come Team Manager, delle responsabilità che accompagnano questo ruolo e delle competenze necessarie per coordinare calciatori, staff tecnico e dirigenza.

Approfondiremo anche il passaggio alla gestione dello sport universitario e multidisciplinare, dove programmazione, relazioni e valorizzazione delle persone assumono un'importanza centrale.

Una puntata per chi lavora nello sport e per chi vuole intraprendere una carriera nello sport management, comprendendo meglio le professionalità che permettono a una società sportiva di funzionare ogni giorno.

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Online domani, ore 15:00, su Spotify e tutti i nostri canali in streaming.

26/10/2026

Sei tempi supplementari e una medaglia d'oro decisa negli ultimi trenta secondi.

Alessandro Bovo, campione olimpico di pallanuoto e allenatore, ripercorre la storica finale delle Olimpiadi di Barcellona 1992, quando l'Italia conquistò l'oro contro la Spagna al termine di una partita straordinaria.

Un successo che, come racconta Bovo, arrivò al termine di un percorso tutt'altro che semplice. Dopo un girone particolarmente impegnativo, la Nazionale italiana superò in semifinale la rappresentativa della Comunità degli Stati Indipendenti, erede dell'Unione Sovietica.
In finale, contro i padroni di casa della Spagna, ogni azione poteva cambiare il destino della partita.
L'Italia, dopo essere stata avanti per gran parte dell'incontro, subì il pareggio nei secondi conclusivi dei tempi regolamentari. Servirono sei tempi supplementari per decidere il vincitore, con il gol decisivo arrivato a trenta secondi dalla fine.
Bovo ricorda ancora l'ultima azione degli spagnoli, con il pallone che colpì la traversa prima di rimbalzare vicino alla linea di porta.

Un episodio che restituisce tutta la tensione di una finale rimasta nella storia della pallanuoto italiana.
Una vittoria sorprendente, costruita attraverso un percorso difficile e conquistata al termine di una delle sfide più emozionanti dello sport olimpico.

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25/10/2026

Un allenatore deve saper riconoscere quando un giocatore ha bisogno di cambiare ruolo per esprimere il proprio potenziale.

Alessandro Bovo, campione olimpico di pallanuoto e allenatore, riflette sull'importanza dell'empatia e del dialogo individuale nella gestione di una squadra.

Conoscere un atleta significa comprendere il momento che sta attraversando, le sue caratteristiche e le opportunità che possono favorirne la crescita.
Bovo racconta di aver individuato, in alcune occasioni, cambi di ruolo capaci di offrire nuove prospettive a giocatori che avrebbero avuto meno spazio nella posizione occupata fino a quel momento.

Una scelta che può incidere anche sulle opportunità di entrare nel giro della Nazionale, dove pochi mesi di lavoro ad alto livello possono rappresentare un'importante occasione di sviluppo.

Per questo considera fondamentale mantenere un confronto costante con ogni giocatore, riconoscendo che le persone cambiano nel tempo, insieme alle loro esigenze e capacità.
Anche un capitano, dopo sette anni, può essere profondamente diverso dalla persona che era all'inizio del percorso.

La capacità di guidare una squadra passa quindi dall'attenzione alle persone, dalla conoscenza delle loro caratteristiche e dalla disponibilità ad adattare le proprie scelte alla loro evoluzione.

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24/10/2026

In quarant'anni, la pallanuoto ha vissuto una trasformazione profonda nel modo di allenarsi e preparare gli atleti.

Alessandro Bovo, campione olimpico di pallanuoto e allenatore, racconta l'evoluzione di uno sport che ha conosciuto prima da giocatore e successivamente dalla panchina.

In passato, molti pallanuotisti affiancavano l'attività sportiva a un lavoro. Ci si allenava generalmente una volta al giorno e le società cercavano spesso di aiutare i giocatori a trovare un'occupazione compatibile con gli impegni della squadra.
Con il tempo, la preparazione è diventata sempre più strutturata. Sono arrivati i doppi allenamenti, una maggiore attenzione alla condizione fisica e l'introduzione sistematica del lavoro in palestra.

Bovo ricorda come, alla fine degli anni Ottanta, alcune società e alcuni allenatori avessero già iniziato a sperimentare metodi di preparazione che all'epoca erano ancora poco diffusi.
Un cambiamento che ha contribuito a innalzare il livello fisico degli atleti e la professionalità dell'intero movimento.

La sua testimonianza evidenzia quanto l'evoluzione di una disciplina sportiva sia legata anche alla capacità di aggiornare i metodi di lavoro, investire nella preparazione e sviluppare nuove competenze tecniche.

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23/10/2026

L'emozione delle Olimpiadi si vive anche lontano dai campi di gara.

Alessandro Bovo, campione olimpico di pallanuoto e allenatore, racconta i ricordi legati alla vita all'interno del Villaggio Olimpico, un'esperienza che considera tra gli aspetti più significativi della sua carriera.

Dall'incontro con grandi protagonisti dello sport italiano, come Yuri Chechi e Alberto Tomba, alla quotidianità condivisa con atleti provenienti da ogni parte del mondo, ogni momento rappresentava un'occasione di scoperta.

Bovo ricorda la palazzina della delegazione cubana, accompagnata dalla musica durante tutta la giornata, e i momenti trascorsi a tavola insieme ad atleti di nazionalità e culture differenti.
Situazioni semplici, vissute in un contesto straordinario, che permettevano di conoscere da vicino persone e tradizioni molto diverse dalle proprie.
Per Bovo, è proprio questa dimensione di condivisione a rendere speciale l'esperienza olimpica.

Un racconto che restituisce il valore umano dello sport e la capacità delle Olimpiadi di creare occasioni di incontro tra atleti che, pur rappresentando Paesi e discipline differenti, condividono la stessa esperienza.

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22/10/2026

Vincere un'Olimpiade può rappresentare il punto più alto di una carriera. Per alcuni atleti, però, diventa l'inizio di nuove ambizioni.

Alessandro Bovo, campione olimpico di pallanuoto e allenatore, racconta come la conquista dell'oro olimpico abbia rappresentato la più grande soddisfazione della sua carriera e, allo stesso tempo, una spinta a continuare a vincere.

Quella vittoria avrebbe potuto essere considerata il coronamento di un percorso straordinario. Per Bovo e i suoi compagni, invece, rappresentò l'inizio di una nuova fase, accompagnata dal desiderio di raggiungere altri traguardi.
All'interno della squadra convivevano personalità forti e fuoriclasse assoluti. Un gruppo complesso da gestire, capace però di trovare una sintonia particolare nel momento in cui entrava in acqua.

Proprio questa capacità di unirsi durante la competizione permise alla squadra di costruire un percorso che Bovo considera unico nella storia della pallanuoto italiana.
Un'esperienza che evidenzia quanto la forza di un gruppo dipenda anche dalla capacità di mettere le qualità individuali al servizio di un obiettivo condiviso.

E quanto, nello sport, un grande successo possa diventare la motivazione per continuare a crescere e affrontare nuove sfide.

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21/10/2026

Ci sono emozioni che, dopo una vita dedicata allo sport, diventano difficili da lasciare andare.

Alessandro Bovo, campione olimpico di pallanuoto e allenatore, racconta il rapporto profondo che continua a legarlo alla competizione e all'adrenalina delle partite.

Per Bovo, vivere una gara significa confrontarsi con un obiettivo, affrontare la pressione del risultato e provare emozioni che difficilmente ritrova in altri momenti.
Durante le pause estive, quando mancano le partite, avverte un vero e proprio senso di assenza. Descrive questa necessità di competere come una dipendenza fisica ed emotiva, riconoscendo quanto sia difficile rinunciare a quelle sensazioni.

Eppure la competizione porta con sé anche momenti dolorosi. Perdere fa male, indipendentemente dall'esperienza accumulata e dalla capacità di affrontare una sconfitta.
Un racconto che mostra quanto il legame con lo sport possa andare oltre il risultato e diventare parte della quotidianità e dell'identità di chi lo vive ai massimi livelli.
Per Bovo, l'adrenalina della partita continua a rappresentare una componente fondamentale della propria esperienza, anche oggi che vive la competizione dalla panchina.

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La differenza tra vincere un titolo e costruire una squadra vincente nel tempo si misura soprattutto nel lavoro quotidia...
21/10/2026

La differenza tra vincere un titolo e costruire una squadra vincente nel tempo si misura soprattutto nel lavoro quotidiano.

È online la nuova puntata di Sport Management Tips con Alessandro Bovo, campione olimpico di pallanuoto e allenatore dell'AN Brescia dal 2008.

Con lui ripercorriamo una carriera che attraversa alcune delle pagine più importanti della pallanuoto italiana. Dall'oro olimpico di Barcellona 1992 ai successi mondiali ed europei con il Settebello, fino alla costruzione di un progetto tecnico che ha portato il Brescia a conquistare lo Scudetto nel 2021.

Parliamo di leadership sportiva, mentalità, gestione dello spogliatoio e capacità di mantenere un gruppo competitivo anche quando il confronto con gli avversari appare particolarmente complesso.

Entriamo nel lavoro dell'allenatore, nel rapporto con i giocatori e nell'importanza della continuità, della fiducia e della valorizzazione dei giovani per costruire risultati duraturi.

L'esperienza di Bovo offre una prospettiva concreta sullo sport management e sulla gestione delle persone, mostrando quanto la qualità di un progetto sportivo dipenda dalle scelte compiute ogni giorno.

Una conversazione per atleti, allenatori, dirigenti e professionisti che vogliono comprendere cosa significa guidare una squadra e costruire una cultura del lavoro orientata alla crescita e alla performance.

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Online ora su Spotify e tutti i nostri canali in streaming.



https://youtu.be/vwa7WIvKClE

In questa puntata di Sport Management Tips ospitiamo Alessandro Bov...

19/10/2026

Dopo aver vinto le Olimpiadi, il sogno è aiutare altri atleti a raggiungere il massimo delle proprie possibilità.

Marco Galiazzo, campione olimpico di tiro con l'arco, racconta quali sono le aspirazioni che oggi accompagnano il suo percorso nel mondo dello sport.

Il suo desiderio è seguire i giovani atleti della Nazionale, mettere a disposizione l'esperienza maturata durante la carriera e contribuire alla loro crescita attraverso l'allenamento.
Per chi ha vissuto le competizioni ai massimi livelli, trasmettere ciò che ha imparato rappresenta un'opportunità per accompagnare le nuove generazioni nel proprio percorso sportivo.

Anche in questa nuova prospettiva, Galiazzo mantiene l'approccio che ha caratterizzato la sua carriera. L'attenzione è rivolta alla preparazione, al lavoro quotidiano e alla possibilità di aiutare ogni atleta a esprimersi al meglio.
La conquista di una medaglia olimpica sarebbe una conseguenza di questo percorso.
Una visione che racconta il valore dell'esperienza quando viene condivisa e la responsabilità di chi sceglie di mettere le proprie competenze al servizio della crescita degli altri.

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