Kinshinden Shinobi Dō

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Kinshinden Shinobi Dō Torino. Kinshinden è il Dōjō di Arti Marziali Giapponesi del Maestro Christian Russo.

Non ti sceglie perché sembri debole.Ti sceglie perché, in quel momento, sei altrove.Esci da una riunione andata bene. Ce...
28/10/2026

Non ti sceglie perché sembri debole.
Ti sceglie perché, in quel momento, sei altrove.

Esci da una riunione andata bene. Cerchi le chiavi davanti al portone. Carichi la spesa in auto con il telefono in mano. Sono gli spazi di transizione: la mente ha appena chiuso un compito e non ha ancora aperto il successivo. Per qualche secondo il corpo è lì, la testa no.

Chi aggredisce lo sa. Non sceglie le persone: sceglie i momenti.

La Mente sopra la Lama³ è un seminario di autoprotezione strategica. Tre ore per imparare a riconoscere questi schemi, gli stratagemmi, prima che si attivino. E a usarli a propria volta: per sottrarsi, guadagnare tempo e distanza, non offrire a nessuno il momento giusto.

Non è un corso di combattimento. Non serve esperienza marziale.

Conduce il Maestro Christian Russo, in pratica dal 1992, fondatore del Kinshinden Dōjō e autore del libro La Mente sopra la Lama.

📅 Domenica 6 dicembre · 10–13
📍 Fight & Fun · Torino
Quota agevolata €49 fino a domenica 1° novembre, ore 9:00. Posti limitati.

Iscrizioni: link in bio - lamentesopralalama.it

Ci sono gesti che ripeti per decenni senza guardarli davvero.Nel mio caso è la ginnastica con cui comincia ogni allename...
27/10/2026

Ci sono gesti che ripeti per decenni senza guardarli davvero.
Nel mio caso è la ginnastica con cui comincia ogni allenamento dal 1993: rotazioni del collo, spalle, braccia, busto, gambe. Dall'alto verso il basso. La faccio da trentatré anni e non mi ero mai interrogato seriamente su da dove venisse — per un motivo molto semplice: credevo di saperlo già.
Somigliava troppo alla ginnastica delle medie. Quindi, pensavo, era un'aggiunta italiana: qualcuno dei miei predecessori l'aveva innestata sopra un corpo tecnico arrivato dal Giappone. Un adattamento locale, utile e innocuo. Anni fa un compagno di pratica laureato ISEF mi disse che quel tipo di ginnastica era ormai "desueta", e a me sembrò la conferma di quello che già credevo.

Poi mi sono imbattuto in alcuni video giapponesi di jūnan taisō, e la mia comoda ipotesi è crollata in trenta secondi. Era la mia sequenza, movimento per movimento, dentro scuole che non hanno mai avuto alcun contatto con la linea in cui mi sono formato.
La reazione immediata è stata rovesciare tutto: allora è giapponese. Sbagliato anche quello.
L'indagine è finita dove non me l'aspettavo: in un manuale di ginnastica pubblicato dal Ministero dell'Istruzione francese, e in una missione militare che raggiunse il Giappone nel 1867.

Nuovo articolo su Substack. Link nel primo commento 👇

23/10/2026

La catena che avvolge, la catena che lega.

Un’azione di avvolgimento con il konpi del kusarigama che non si ferma al controllo: prosegue fino a una legatura in stile hayanawa, la “corda veloce” dello hojōjutsu, eseguita con la catena al posto della corda.
Stesso principio, attrezzo diverso: nel principio, non dipendere dallo strumento.

📍Lo studiamo nel Kinshinden Dōjō, a Torino.



🎬 KUBI – Il Giappone dei samurai secondo Takeshi KitanoAspettavo questo film da anni. Dopo Zatōichi, ero curioso di vede...
20/10/2026

🎬 KUBI – Il Giappone dei samurai secondo Takeshi Kitano

Aspettavo questo film da anni. Dopo Zatōichi, ero curioso di vedere Takeshi Kitano tornare a confrontarsi con il Giappone dei samurai. E non sono rimasto deluso.

Kubi ci porta nel cuore del periodo Sengoku, tra le ambizioni di Oda Nobunaga, gli intrighi di Hideyoshi, le battaglie campali e una pratica oggi difficile persino da immaginare: raccogliere le teste dei nemici come trofei di guerra.

Ma c'è molto altro. Gli shinobi, finalmente rappresentati anche attraverso lo spionaggio, la disinformazione e gli stratagemmi. Personaggi storici come Yasuke e Sen no Rikyū. Le relazioni omosessuali nell'ambiente guerriero. E soprattutto l'inconfondibile ironia di Kitano, capace di rendere grottesca e persino divertente una vicenda sanguinosissima.

Un Giappone lontano dall'immagine romantica dei samurai, ma proprio per questo ancora più affascinante.

Ne ho scritto una recensione su Substack.

👉 Leggi l'articolo completo:
https://lamentesopralalama.substack.com/p/kubi-le-teste-il-potere-e-il-sangue

Avevi sei o sette anni, eri in un parco, in un cortile o su una spiaggia, e avevi raccolto da terra un ramo abbastanza d...
19/10/2026

Avevi sei o sette anni, eri in un parco, in un cortile o su una spiaggia, e avevi raccolto da terra un ramo abbastanza dritto da poter essere promosso immediatamente al rango di spada. Qualcun altro ti stava di fronte con il suo e, senza che nessuno vi avesse insegnato una guardia, un passo o una distanza, avevate entrambi un’idea sorprendentemente chiara di ciò che stavate facendo.
Quel bambino lo liquidiamo di solito come un aneddoto tenero, ma stava in realtà conducendo un esperimento su una domanda seria: che cosa cambia intorno a te quando impugni qualcosa che prolunga il tuo braccio?
Le risposte che si era dato erano quasi tutte sbagliate. L’impugnatura era sbagliata, la distanza probabilmente ancora di più, perché i bambini che giocano con i bastoni stanno troppo vicini esattamente come i principianti adulti con una spada. Non sapeva come si governa un oggetto lungo, dove termina il proprio corpo e dove comincia l’arma, né quanta parte del gesto continui a esistere dopo che la volontà ha deciso di fermarsi. La curiosità, però, era puntata nella direzione giusta e per molti non è mai scomparsa del tutto. Si è trasferita nei film, nei videogiochi e in quella frazione di secondo in cui capita ancora di prendere un ombrello per il ma**co e orientarne la punta verso qualcosa.

La Katana, la spada giapponese, occupa un posto particolare in questo immaginario. Anche chi non conosce nulla della storia del Giappone riconosce la curva della lama, l’impugnatura lunga, il filo singolo e il gesto dello sguainare. È diventata un oggetto visivo familiare in culture lontanissime da quella che l’ha prodotta, mentre rimane molto meno familiare come oggetto fisico.
Quasi tutti l’hanno vista. Molti meno l’hanno tenuta davvero in mano.

È di questo divario che vorrei parlare. Non della storia della scherma giapponese, alla quale erano dedicate le due puntate precedenti, e nemmeno della tecnica, che un testo può descrivere ma non trasmettere. Mi interessa qualcosa di più semplice: ciò che un adulto scopre nei primi minuti quando il ramo dell’infanzia viene sostituito da un oggetto costruito appositamente per tagliare.

Le scoperte arrivano molto prima del vocabolario necessario a spiegarle.

Continua a leggere al link in primo commento👇

Pensi che esista un solo modo di fare i push-up? 💪Sono uno degli esercizi più conosciuti al mondo. Si fanno in palestra,...
14/10/2026

Pensi che esista un solo modo di fare i push-up? 💪

Sono uno degli esercizi più conosciuti al mondo. Si fanno in palestra, a casa, nel CrossFit, nella preparazione atletica e, naturalmente, nelle arti marziali.

Ma basta cambiare il punto d’appoggio delle mani per trasformare sensibilmente l’esercizio.

🥋 Sui palmi — il grande classico.

👊 Sui pugni — cambia l’appoggio e la posizione del polso.

✋ Sulle dita — una variante che richiede una preparazione specifica.

🔥 Sui polsi — decisamente meno comune, da affrontare con gradualità e attenzione.

Nello Shinobi Dō esploriamo anche queste varianti, non per cercare l’esercizio più spettacolare, ma per conoscere meglio le possibilità e i limiti del nostro corpo.

Ora siamo curiosi: tu come fai i push-up?

👉 Sui palmi, sui pugni o hai sperimentato altre varianti?

Scrivilo nei commenti, anche se non hai mai praticato arti marziali. 👇

📍 Kinshinden Dōjō | Torino
🌐 kinshin.it

Ci sono personaggi storici che diventano più piccoli quanto più diventano famosi. A forza di essere raccontati, finiscon...
14/10/2026

Ci sono personaggi storici che diventano più piccoli quanto più diventano famosi. A forza di essere raccontati, finiscono per ridursi a pochi gesti riconoscibili, fino a quando il simbolo prende il posto dell’uomo.

A Miyamoto Musashi è successo questo più che a quasi qualunque altro guerriero giapponese.

Chi non ha mai aperto un libro di storia delle arti marziali potrebbe averlo incontrato comunque. È stato protagonista di romanzi, film, serie televisive, manga, anime e videogiochi; la sua figura è stata interpretata, reinventata e moltiplicata per quasi quattro secoli. L’immagine che ne è rimasta è immediatamente riconoscibile: due spade nelle mani, una vita di duelli e, sullo sfondo, quella fama quasi religiosa condensata nel titolo di kensei 剣聖, il “santo della spada”.

Dietro l’icona esiste però una continuità meno spettacolare e molto più concreta. La scuola che porta il nome di Hyōhō Niten Ichi-ryū continua ancora oggi a essere praticata e presentata nelle principali organizzazioni dedicate al kobudō giapponese; la sua caratteristica più famosa rimane l’uso simultaneo della spada lunga e di quella corta. Anche il kendō moderno ammette una pratica a due shinai, il nitō, che appartiene a una storia propria ma conserva inevitabilmente l’eco della soluzione resa celebre da Musashi.

Poi ci sono i libri.

Il Gorin no sho, il Libro dei cinque anelli, è diventato uno dei testi giapponesi di strategia più conosciuti al mondo, letto da quarant’anni a questa parte ben oltre l’ambiente marziale. Ma negli ultimi giorni della sua vita Musashi lasciò anche un testo molto diverso, il Dokkōdō (独行道), la “Via da percorrere da soli”: ventuno precetti scarni, quasi un inventario finale di ciò da cui aveva deciso di non dipendere1.

È facile, davanti a una figura simile, cominciare dalle due spade.

Io vorrei invece cominciare da qualcosa di molto meno famoso.
Da un pezzo di ferro con un uncino.

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 , i numi tutelari dell’arte della spada 👺Domenica 25 Ottobre dalle 10 alle 13 presso Fight & Fun | Arti Marziali Torino...
13/10/2026

, i numi tutelari dell’arte della spada 👺

Domenica 25 Ottobre dalle 10 alle 13 presso Fight & Fun | Arti Marziali Torino in Corso Sebastopoli 272/e, terreno in Seminario sul , la scherma tradizionale giapponese.

Scoprirai: posture, tagli principali, gestione del corpo.

ℹ️ Info e iscrizioni 3471394426 - artedellaspada.it

Cosa chiediamo alla spada?Controllo, forza, focus.
Ma anche misura: sapere quando entrare, quando fermarsi, quando lasci...
11/10/2026

Cosa chiediamo alla spada?
Controllo, forza, focus.
Ma anche misura: sapere quando entrare, quando fermarsi, quando lasciare spazio.

Nel Kenjutsu ogni gesto rende visibile la qualità della nostra presenza.

Domenica 25 ottobre lavoreremo su postura, distanza, tagli e gestione della pressione.
Vuoi metterti alla prova?
Programma e iscrizioni su artedellaspada.it

Indirizzo

Corso Sebastopoli 272/E
Turin
10136

Orario di apertura

Martedì 20:30 - 22:00
Giovedì 19:30 - 21:00
Venerdì 17:00 - 18:00

Telefono

+393471394426

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